STORIA

L’isola venne scoperta nel 15° secolo, nell’epoca dei grandi esploratori, inaugurata dal Principe Enrico il Navigatore. Il centro principale è Vila Baleira, dove soggiornò Cristoforo Colombo dopo aver sposato la figlia del governatore dell’isola. Qui avvenne la preparazione del suo viaggio alla scoperta del Nuovo Continente e di quel suo soggiorno è rimasta la casa dove visse, che attualmente ospita un Museo Etnografico a lui dedicato e dal valore unico.

Scoperta o riscoperta?

Il nome Porto Santo è stato dato all’isola poiché il primo marinaio, dopo una terribile bufera in Oceano aperto, trovò riparo in una tranquilla baia di questa isola. Alcuni anni dopo la conquista di Ceuta, 1415, i portoghesi iniziarono le loro avventure marittime con la scoperta e la successiva colonizzazione di alcune isole dell’Oceano Atlantico. La data esatta della scoperta di Porto Santo e Madeira è ancora incerta ma avvenne senza dubbio tra il 1418 e il 1420 quando i due marinai, Joao Goncalves Zargo e Tristao Vaz Teixeira, giunsero nell’arcipelago seguendo le coste del Marocco sotto l’ordine di Henrique Infante. Sono stati rilevati inoltre dei report risalenti al 1425 di probabili viaggi nell’arcipelago con obiettivi di colonizzazione, ma l’argomento è dibattuto anche se è altamente probabile che la riscoperta e occupazione di Porto Santo e Madeira sia avvenuta per obiettivi geograficamente strategici da parte di Infante Henrique.

Il primo insediamento

Nel centro del Paese nella così chiamata Palm Square o Pillory Square, si trova il vecchio Municipio. Questo edificio è stato ristrutturato più volte e, nonostante l’assenza di informazioni, si pensa essere la costruzione più antica dell’isola. Il vecchio Municipio è stato sede dell’amministrazione municipale nel periodo della introduzione della municipalizzazione di Porto Santo nel 1835 e probabilmente lo stemma che decora l’edificio risale a quel periodo. Da ricordare che fino agli anni ’40 del secolo scorso parte di questa costruzione venne adibita a prigione. L’importanza del primo insediamento è confermato dal ritrovamento di depositi di cereali attorno alla piazza. Sin dall’inizio dell’insediamento di colonizzazione, a Porto Santo l’attività agricola fu difficile e frequenti furono periodi di carestia almeno fino alla metà del 20° secolo, causati dalla prolungata siccità e brezza marina. La principale produzione fu quella dei cereali: grano, segale, avena e più tardi anche mais. I frequenti periodi di siccità resero i raccolti molto difficili e più volte l’aiuto da parte della tesoreria fu necessario in modo da prevenire le morti nella popolazione causate dalla fame. La prima iniziativa redditizia iniziò probabilmente con l’estrazione del “sangue della dracena”: la linfa della dracena. Questa specie di pianta, insieme ad altre varietà, copre gran parte dell’isola. La dracena venne applicata nella tintura di vestiti e utilizzata per scopi curativi. Il legno di questo albero fu utilizzato nella costruzione di barche e strumenti di lavoro e l’inizio di questa attività causò la trasformazione ecologica dell’isola: dopo la rimozione di numerose piante il suolo fu più esposto al sole e al vento marino generando ulteriore aridità e secchezza del terreno. LA DRACENA Questa pianta nacque spontaneamente a Madeira e nelle Canarie, nelle zone poco piovose ed esposte ad alte temperature. Può raggiungere i 15 metri di altezza ed è caratterizzata da una corona di molteplici rami creando la tipica forma ad ombrello. Fiorisce principalmente nei mesi di agosto e settembre e se i gambi vengono tagliati fuoriesce un liquido rossastro chiamato “sangue della dracena”, utilizzato in passato come vernice rossa, tintura di vestiti e tonico.

Corsari e pirati

I saccheggi da parte di pirati e corsari furono molto frequenti sull’isola di Porto Santo e continuarono per tutto il 15° secolo fino al 18° secolo. Tutte le regioni atlantiche dall’Algarve allo Stretto di Gibilterra e fino alle Canarie, rappresentavano zone di conflitto tra portoghesi, spagnoli e mori. Con l’inizio della navigazione per la scoperta del mondo, l’arcipelago di Madeira e le Azzorre rappresentavano luogo obbligatorio di transito per i navigatori, pirati e altri. Molti furono i saccheggi registrati e la depredazione più violenta nella storia di Porto Santo avvenne da parte dei corsari algerini nel 1617. Venne eseguita con 8 navi e molti uomini e si registra che l’intera popolazione di Porto Santo venne catturata per riscatto e gran parte del materiale, insieme ad archivi munitali e parrocchiali, vennero completamente distrutti. Porto Santo si dovette ripopolare e non si sa con certezza quanta gente dell’isola venne rilasciata dalla prigionia in Algeria.